Ed. Alobar – Pubblicato nel 2018.
Il frizzante, ironico Jazz di Stefano Bollani in compagnia di Caetano Veloso, Joao Bosco, Hamilton de Holanda, Jaques Morelenbaum, Frida Magoni Bollani.
Ecco una registrazione che esemplifica l’idea di “aree a densità pulsante” che ho raccontato nel n. 13 di AG.
Sonorità dense, turgide, ricche di spessore danno luogo ad una rappresentazione spaziale che bada non troppo all’ambienza od a stabilire esatti rapporti dimensionali fra gli strumenti, fa meno attenzione a collocare l’ascoltatore più avanti o più indietro rispetto al fronte sonoro, ma tende decisamente a farlo immergere nell’evento risucchiandocelo dentro dal punto di vista emotivo.
Mostra l’anima degli esecutori piuttosto che …. le loro mani.
Ciò non significa che siamo alla presenza di una registrazione confusa. Tutt’altro! Ogni strumento possiede una propria trasparente collocazione, ma è come ascoltarlo con le dinamiche e con la pienezza offerte dall’ amplificazione del concerto live piuttosto che attraverso un set-up da classica registrazione in studio. A me pare che ciò restituisca in modo davvero trionfale e completo il senso della musica del disco.




























