Fink è un chitarrista, polistrumentista, disc-jockey britannico frequentatore dei generi blues ed Indie Rock. I brani musicali piuttosto scarni ed asciutti, minimali in qualche caso, di Resurgam appartengono a quest’ultimo genere di alternative rock.
Nelle sonorità di Resurgam dominano energia pulsante, ritmo e trasparenza.
Racconto brevemente i suoni della prima traccia, quella che dà il titolo all’album.
Centrali ed un po’ arretrati iniziano “leggeri” un suono percussivo e il basso elettrico affiancati subito dopo da suoni sintetici sulla sinistra del soundstage. Così si presenta questa traccia prendendo subito un ritmo che diviene incalzante con il successivo prepotente avvento della grancassa e con l’assumere corposità del basso elettrico. Ora il fronte sonoro è più avanzato ed occupa tutto lo spazio fra i diffusori mentre sporadici suoni di sintesi si stagliano di lato a sinistra.
Il cantato inizia con lui, Fink, che improvvisamente appare centralissimo, solidissimo, davanti a tutto ed a tutti, ma con rapporti dimensionali perfettamente logici con il resto che l’ha preceduto, condito con un pizzico di riverbero appena avvertibile, ma sufficiente a rendere la situazione sonora minimamente acustica.
Infatti, dopo un minuto e mezzo dall’inizio della traccia, compare un coro che si dispone per pochi attimi in fondo a quel soundstage, la cui profondità era stata poco prima definita da quella piccola quantità di riverbero.
Prima dei due minuti e mezzo giunge imprevista una incalzante,”metronometrica” percussione di bacchetta su un ride. Straordinariamente ricco di armonici e di energia, è uno dei più completi, vividi, suoni di piatti di batteria che mi sia capitato di sentire. Mezzo minuto più tardi con l’entrata della chitarra elettrica e con lo scendere agli inferi del suono del basso elettrico, il quadro strumentale si completa e l’intensità musica diviene massima. Tutto il brano, che ha la durata di 8,30 minuti, è dominato dal cantato e dalla base ritmica dettata dal basso e dalla batteria.
La prima ed altre tracce dell’album, per via dell’energia e delle dinamiche in gioco, per l’estensione in frequenza dei suoni ed anche per aspetti legati all’immagine stereofonica, sono adattissime, fra l’altro, ad essere usate come test per effettuare “ad orecchio” il set-up dei diffusori e del punto d’ascolto nel proprio ambiente domestico.




























