Si tratta di registrazioni “live” realizzate a Mosca nel febbraio del 1965 per quanto riguarda i brani di Debussy e Bartók (tracce 1-5) e nell’ottobre del 1968 per quanto riguarda Stravinsky (tracce 6-22).
La ripresa sonora del 1965 de “Après-midi d’un faun” e de “Music for String, Percussion and Celesta” (tracce 1-5) sta, a nostro parere, nell’olimpo delle più straordinarie registrazioni di musica sinfonica mai effettuate.
Il soundstage è plasticamente ben disegnato sia in larghezza, che in profondità, che in altezza.
L’ambienza è tangibile.
La scansione dei piani sonori è realistica, accurata, rispettosa dei rapporti dimensionali che stabiliscono le diverse sezioni orchestrali e gli strumenti fra loro.
Le dinamiche, aspetto sonoro altamente significativo soprattutto per la musica sinfonica post-romantica, sono verosimilmente restituite, sia per quanto riguarda i possenti “tutti” che per i delicati, dialoganti intrecci orchestrali di basso livello.
La trasparenza, “il respiro” dell’orchestra e del pubblico, il perfetto equilibrio fra suono che direttamente giunge ai microfoni dagli strumenti dell’orchestra e quello abilmente “ritardato” dall’acustica della Great Hall di Mosca, pongono l’ascoltatore in un posto centrale e privilegiato, di quattro o cinque file dietro al direttore d’orchestra, consentendogli all’occorrenza di apprezzare nitidamente sia l’insieme orchestrale che le sue singole sezioni.




























