Ma al piano, al basso ed alla batteria non ci sono più quelli della mitica registrazione al Jazz puben Stampen di Stoccolma, ma Lundgren (piano), Backenroth (basso) e, soprattutto, Kihlberg alla batteria, registrati al Club Doppingen di Uppsala.
Infatti qui non siamo nel 1976, ma circa vent’anni più tardi, nel 1995 e questo non è il fritto e rifritto “Jazz at the Pownshop”, ne qualche suo ….derivato, ma, appunto “Live is Life”.
Una registrazione di una qualità CLAMOROSA! Prendiamo ad esempio la traccia 11: inizia con un lungo assolo di batteria ovviamente eseguito in stile swing.
Qui le dinamiche sono fondamentali! La registrazione non sgarra! Nei suoi momenti più arditi è…sconvolgente in modo trionfale!
La batteria, solida, vividissima, potresti alzarti ed andarla a suonare. Sta lì con i suoi metalli dalle varie luminosità sonore e con le sue pelli che, sapientemente percosse, fanno risuonare quelle dei tuoi visceri. La sua dimensione è precisamente quella del classico insieme di piatti e tamburi con un suo sviluppo “…ad avvolgere” il musicista a renderla ancor più realistica.
Non solo in senso fisico, però: anche per via di quella straordinaria ricchezza armonica !
I piatti emanano sature, luminose ondate sonore ricche di sfumature, un mix di energia e pienezza armonica dal gusto complesso.
Questo è il tipico disco valido per testare trasparenza e risoluzione del sistema unitamente alle sue capacità dinamiche ed è indubbiamente un bel test per le elettroniche, per l’interfaccia elettroniche- diffusori e diffusori -ambiente d’ascolto.
Suonandolo, valorizzerà molti sistemi a cui verrà affidato, ma la sua immagine sonora e la sua ricchezza man mano che la qualità del sistema di riproduzione diverrà più elevata.




























